I gatti preferiscono morire da soli

gatti che muoiono da soli

A volte chi possiede un gatto viene turbato dal fatto che il suo beniamino lo abbandoni poco prima di morire. Dopo essere stato accudito e protetto per anni in una famiglia, un giorno l’anziano felino scompare e viene trovato morto in un angolo della rimessa del giardino di fianco, oppure in qualche altro posto ancora più nascosto. I padroni si sento­no sdegnati e sì domandano come mai il loro gatto non ha cercato il loro aiuto quando si sentiva così gravemente ma­lato. Per loro, il fatto che l’animale li abbia abbandonati in un momento simile significa che dopo tutto non erano tanto importanti per lui, che non erano un «porto sicuro» come invece ritenevano. In realtà, si sbagliano di grosso.

Molti gatti preferiscono morire da soli per non fare vedere al suo padrone il suo aspetto da moribondo, che è brutto.Molto tempo dopo, soltanto mezzo secolo fa, Alan Devoe scrive­va più o meno la stessa cosa: «Un giorno, spesso senza alcun preavviso, va via di casa e non fa più ritorno. Ha presagito l’ombra della morte e va a incontrarla secondo l’immutabile rituale esistente in natura, cioè da solo.

Per capire il comportamento di questo piccolo felino è essenziale esaminare il modo in cui il gatto affronta la morte. Noi uomini sappiamo tutti che un giorno moriremo e ci comportiamo di conseguenza; il gatto, invece, non ha il concetto della morte e quindi non può prevederla, per quanto malato si senta. Per un gatto, o per qualunque altro animale, la malattia rappresenta qualcosa di spiacevole che lo sta minacciando. Se avverte dolore, si considera preda di un’aggressione. Per lui è diffìcile distinguere tra un tipo di dolore e un altro quando cerca di capire cosa c’è che non va. Se il dolore diventa acuto, il gatto sa di essere fortemente in pericolo, ma se non vede da dove proviene il pericolo, non può voltarsi per affrontarlo e difendersi con una zampata: non c’è niente contro cui prendersela. A questo rimangono soltanto due strategie alternative: scappare o nasconderei. Se il dolore sopravviene mentre il gatto sta «pattugliando» il suo territorio, la sua reazione naturale sarà quella di cercare di nascondersi dal suo «aggressore» e, scorgendo un riparo lì vicino, o qualche altro nascondiglio l’animale vi si dirigerà e rimarrà lì nascosto da solo, aspettando che la minaccia svanisca o che il dolore cessi.

Queste sono “supposizioni” anche se c’è un piccolo fondo di verità ma non possiamo sapere.

I gatti sono misteriosi e la natura segue il suo corso. Ma una cosa possiamo affermare con certezza: i gatti sono esseri meravigliosi, affettuosi, dotati di intelligenza e consapevolezza come tutti gli animali.

Rispettiamo il nostri amici a quattro zampe e la vita, solo così diventeremmo persone migliori.

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