Un cacciatore solitario

i pericoli per il gatto che esce di casa

Il gatto ha avuto origine dai primissimi carnivori, ed è geneticamente mangiatore di carne da almeno 60 milioni di anni.
Per le loro abitudini, i carnivori possono essere generalmente divisi in due tipi: quelli che si cibano dei resti degli animali uccisi da altri predatori, e quelli che si procurano il cibo cacciando e inseguendo le loro prede (e quindi la maggior parte dei carnivori). Il gatto fa parte proprio di quest’ultimo gruppo: è cioè un vero predatore.
Per capire il comportamento del gatto domestico, occorre tenere conto della diversa impostazione dell’arte della caccia che i felini hanno rispetto ai carnivori, nonostante esistano numerose eccezioni all’interno dei due gruppi. Generalmente i carnivori vivono la caccia come attività di branco, nella quale ogni animale collabora alla cattura della preda.
I felini invece prediligono un tipo di caccia solitaria, che si basa essenzialmente sull’agguato, sullo scatto e sulla rapidità dell’inseguimento. Il gatto ha sviluppato un modo di intendere la caccia assai indipendente e individualista, che lo porta a dominare gli animali più deboli, e a evitare quelli più forti. Inoltre, da bravo cacciatore solitario, ha sviluppato una straordinaria abilità nel comprendere (attraverso l’attenta osservazione e il ricordo delle esperienze), i punti di forza e i punti deboli delle sue prede e degli altri individui in genere, comportandosi di conseguenza.
Per la propria sopravvivenza è stato dunque fondamentale affinare al massimo le capacità di muoversi in modo assolutamente indipendente,

e di saper prendere decisioni e assumere comportamenti diversi a seconda delle particolari contingenze.

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